20-03-2019
LA NASCITA DEL DIRITTO

 

Secondo la tradizione ebraica, le sette leggi di Noè sono i principi fondamentali sui quali si deve basare ogni societa’ civile e ogni regola di convivenza che ciascun uomo deve assolutamente osservare. Si tratta di un argomento in genere poco conosciuto. Elia Benamozegh, uno dei maggiori maestri del pensiero ebraico in Italia del 1800, ha sviluppato il tema della religione universale del noachismo. Gli Ebrei sono spesso stati accusati di avere una legge, la Tora’, fatta solo per israeliti e di aver "dimenticato" tutto il resto dell’umanita’. Niente di piu' sbagliato: secondo l'ebraismo infatti Dio , prima della Tora’, diede al mondo leggi che tutti i popoli devono seguire se vogliono considerarsi civili. Ma pochi lo sanno e per una semplice ragione: quel tanto che conosciamo infatti del codice di Hammurabi, di quello ittita o dei codici assiri, lo dobbiamo alla circostanza che si sono conservate le antiche tavolette e le steli sui quali furono scolpite le leggi dei singoli codici; non vi e’, invece, alcun testo originale delle leggi di Noe’ ne’ si e’ mai parlato di una sua eventuale esistenza. Le fonti piu’ antiche in cui si faccia menzione di queste leggi sono quelle talmudiche, fonti orali che si cominciarono a trascrivere solo all'inizio del Medioevo.

Non sono sette leggi ma sette argomenti su cui si sono elaborate delle norme che riguardano il vivere e il convivere civile.

Tali norme sono state istituite agli albori della civilta’ e sono le prime operanti nel mondo. Secondo la datazione che si ottiene dalla Tora’ il codice di Hammurabi, quello ittita e i codici assiri sono tutte leggi posteriori, e tutte si rifanno in parte alle leggi di Noe’. Ricordiamoci che Hammurabi visse circa all'epoca di Abramo. 

Le norme più importanti prescrivono:

1)  Non commettere furti

2)  Costituire tribunali

Si nominino giudici e guardie in ciascuna citta’. Si trattino le parti in causa imparzialmente di fronte alla legge. Si verifichi con diligenza la testimonianza di un teste. Non vi sia deliberata cattiva amministrazione della giustizia da parte della Corte. Non accetti il giudice somme o doni da una della parti in causa. Non favorisca il giudice la parte in causa che sia povera, per compassione. Non oda il giudice una delle parti in causa in assenza dell’altra. Non vi sia discriminazione da parte del giudice nei confronti dello straniero e dell’orfano. Non venga nominato un giudice che abbia scarsa conoscenza della legge. La Corte non metta a morte un innocente. Non si incrimini alcuno sulla base di prove indiziarie. Nessuno faccia giustizia da se’, uccidendo l’esecutore di un delitto capitale. Sia resa testimonianza presso la Corte. Non si faccia falsa testimonianza.
3) Non commettere omicidio

4) Non avere rapporti sessuali illeciti

5) Non smembrare un animale vivo

6)  Non commettere idolatria

7)  Non bestemmiare

IL CODICE DI HAMMURABI 

Possiamo farci un'idea del pensiero dei popoli che abitarono la Mesopotamia in epoca antica leggendo quanto ci resta, affidato al cuneiforme su steli conservate per lo più al Louvre o nei musei del Vicino Oriente Antico.
Uno dei documenti più interessanti e significativi per la storia della civiltà è senz'altro il codice di Hammurabi.
Dopo aver unificato la regione intorno a Babilonia dal Golfo Persico all'Assiria, intorno al 1700 a.C., il sovrano comprese che la coesione interna doveva trovare il suo caposaldo in una legislazione sicura, e questo sarebbe stato possibile solo con la pubblicazione di leggi scritte. Sotto il suo nome, infatti, la tradizione colloca la redazione scritta del primo codice di leggi.
Il codice è da considerare nel suo valore rivoluzionario: per la prima volta un sovrano garantisce a tutti la certezza di un diritto, di un'amministrazione controllata della giustizia, di un'applicazione sicura della pena. Per la prima volta un sovrano tenta di sottrarre alla violenza, spesso rappresaglia e vendetta, la giustizia privata dei clan familiari. È lui ora il garante della giustizia e gli uomini si devono rivolgere a lui.
I cuneiformi presentano un prologo in cui il re racconta come è andata la faccenda: lo ha chiamato il dio per impedire che "il potente opprimesse il debole"; sotto, trecento leggi regolano il diritto penale e civile, il commercio, la famiglia, la proprietà, i prezzi, i salari…
A differenza del sistema penale sumero, dove era possibile il risarcimento in denaro, qui, nel sistema babilonese, si rischiava facilmente la morte. Era indicato anche il tipo di morte nel quale si incorreva: si poteva infatti essere bruciati, annegati, impalati a seconda del delitto commesso, anche indipendentemente dalle intenzioni che avevano portato il colpevole alla trasgressione, come in questo esempio: 

 
 
 

 

Se un architetto ha costruito una casa ad un awilum, un nobile, uomo libero, ma non ha fatto un lavoro solido, e la casa che ha costruito è crollata causando la morte del proprietario, questo architetto sarà ucciso. Se ha causato la morte del figlio del proprietario, si ucciderà il figlio di questo architetto. 

 

 

 

Ma le pene variavano a seconda della classe sociale cui apparteneva la vittima:

Posto che un awilum distrugga l'occhio di un awilum, si distruggerà il suo occhio… Posto che distrugga l'occhio di un mushkenum, dipendente dal palazzo e subordinato in genere, pagherà una mina d'argento… Posto che distrugga l'occhio di uno schiavo… pagherà metà del suo prezzo.

Al Louvre possiamo "leggere" una delle steli con inciso il codice. È del XVIII secolo a.C. e fu ritrovata a Susa nel 1901; alta 2,25 metri, nel fondo presenta Hammurabi mentre prega Shamash, dio della giustizia, seduto in trono.

 

Il tema della responsabilità medica ha origini molto antiche, già il codice di Hammurabi si riferiva all'argomento sottolineando come in caso di morte di un paziente di elevato ceto sociale, il responsabile subisse a scopo punitivo il taglio delle mani.


1300 a.C. : I Dieci Comandamenti : il profeta Mosé ha direttamente ricevuto da Dio una lista di precetti, i Dieci Comandamenti, divenuti in seguito parte della Bibbia.

1280-880 a.C. : Codice di Manu : compilazione scritta di norme giuridiche trasmesse di generazione in generazione. Esse costituivano la base del sistema delle caste in India, che classificava gli individui in base al rango sociale. Il castigo di utilizzava solo come ultima risorsa. I membri delle caste superiori erano puniti più severamente di quelli delle caste inferiori.

621 a.C.: Codice di Dracone : il greco Dracone fu incaricato di redigere un codice giuridico per Atene. Esso era così severo che "draconiano" significa oggi "eccessivamente duro".

450 a.C.: Le Dodici Tavole : queste leggi, redatte per governare i romani, costituiscono la base di gran parte del diritto moderno. Stabilivano un procedimento per porre sotto giudizio i colpevoli di delitti e istituivano un sistema che consentiva alle parti lese di richiedere il risarcimento dei danni ai colpevoli. Il principio fondamentale era che la legge deve essere scritta. la giustizia non deve dipendere dalla sola interpretazione dei giudici.

350 a.C.: Codice cinese di Li Kui : primo codice imperiale della Cina. Contiene disposizioni sul furto, sul brigantaggio, sulla detenzione, sull'arresto e varie norme generali.E' servito da modello al codice T'ang.

529: Codice di Giustianiano : l'imperatore Bizantino Giustiniano é rimasto nella storia per la sua codificazione del diritto romano, il Corpus Juris Civilis. Molte massime giuridiche, ancor oggi valide, derivano dal suo codice, che ha ispirato la concezione moderna della giustizia.

604: la Costituzione in 17 articoli del Giappone : redatta da un principe reggente, questa Costituzione ha forgiato l'idea stessa dell'etica e del diritto in Giappone. In uno dei suoi articoli si afferma che "la pace e l'armonia devono essere rispettate perché sono molto importanti per le relazioni tra i gruppi". Mostra la forza profonda del "diritto orientale" che cerca di prevenire i conflitti, mentre il sistema occidentale cerca di risolverli.

653 : Codice T'ang : elenca i crimini e le relative pene in 501 articoli, modifica i codici cinesi precedenti e uniforma le procedure.

1100: prima scuola di diritto : aperta dal giurista italiano Irnerio a Bologna, nel 1250 contava già più di 10.000 studenti. Ha contribuito alla rinascita del Corpus Juri e alla diffusione del diritto romano in tutta Europa.

1215: Magna Carta: firmando questa carta, il re d'Inghilterra Giovanni Senza Terra ha concesso vari diritti ai baroni e al popolo. Per la prima volta un re ammetteva di poter essere tenuto a rispettare una legge o che i baroni potessero contestarlo. Viene considerato il primo abbozzo della Common law inglese. 

 

 
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